8 Dicembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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8 Dicembre 2017


8 dicembre 2017, ore 17:00

Non credo che ce la farò ad accettare una vita come questa. Alla gioia iniziale per essere ancora viva è subentrato un cupo sentimento di precarietà e disperazione. La prospettiva di dover trascorrere i miei prossimi anni in un mondo popolato solo dagli spettri di chi non c’è più mi terrorizza. Strade vuote, case disabitate, automezzi abbandonati e, su tutto, un desolante silenzio disturbato a tratti dalle episodiche strida di qualche animale. Le bestie ben presto torneranno a essere un grosso problema. Oggi l’ho detto a Sergio mentre giravamo lungo le vie periferiche della città con un vecchio pullmino celeste e lui ha annuito mentre guidava il catorcio. L’ha trovato vicino a casa nostra con la chiave d’accensione ancora inserita e il pieno di benzina. Si è messo in moto tossicchiando e ci ha trasportati, tutti e tre, in un surreale safari attraverso un mondo morto.

Tra noi tre non parliamo molto. Con Mauro i dialoghi si limitano alle sue esigenze alimentari. È ancora sotto shock, credo, e ho deciso che il meglio che posso fare è stargli vicino e fargli capire che gli voglio bene. Quanto a Sergio sta reagendo in maniera opposta alla mia. Pensa, progetta, scrive, disegna su grandi fogli quadrettati recuperati in una cartoleria. Mi ha detto che vuole mettersi in viaggio, che sicuramente ci sono altri sopravvissuti, che dobbiamo avere la pazienza e il coraggio di cercarli. Io lo sto ad ascoltare e ogni tanto gli sposto il ciuffo bruno dagli occhi. Ha i capelli lunghi e disordinati che lo fanno sembrare un Cristo in pena. Lui si ritrae, ma so che gli piace. È ritroso, timido in queste cose. Non ha alcuna esperienza sentimentale alle spalle, me l’ha confessato l’altra sera e si sta chiedendo se quello che inizia a provare per me sia qualcosa di più di una complice amicizia. Io non ho risposto, ma gli ho scosso il ciuffo anche se non serviva.

Tornando agli eventi degli ultimi tempi, un ruolo centrale lo hanno avuto Lorenzo e Jenny. Sono entrati all’improvviso nella vita di Sergio e Monica e si sono installati nel condominio per un motivo preciso. Loro sapevano (quasi) tutto. Conoscevano la profezia e anche il posto dove essa avrebbe dovuto materializzarsi, cioè l’area su cui sorgeva il condominio. Più avanti vi dirò anche perché erano così addentro alle segrete cose e dove sono finiti. Comunque, sappiate per ora che non sono più con noi, ma neppure sono morti o ‘scomparsi’. Se ne sono, più semplicemente, andati e, anche a tal proposito, mi riprometto di essere più chiara in seguito.

Adesso mi preme andare al cuore della vicenda che si può racchiudere in una parola: trasformazione. Tutto ciò che scriverò, d’ora in poi, siete liberi di prenderlo col beneficio del dubbio o addirittura di liquidarlo con un’alzata di spalle visto che va ben oltre la soglia di ciò che un essere umano normale può accettare (o sopportare?) di credere. Vi ho già detto che non mi importa niente della fine che farà questo diario e dello spirito con cui verranno accolte le mie parole, se e quando vi sarà qualcuno che avrà la ventura di leggerle. Ho una sola missione da ultimare prima di portare a compimento ciò che ho in mente: lasciare ai posteri una cronaca accurata di ciò che ho sentito, imparato e, soprattutto, visto. Del resto, non c’è più nessuna ‘normalità’ da difendere o propagandare nello scenario apocalittico di cui siamo le residue comparse. Quindi, veniamo alla 'trasformazione'.

Nel condominio abitavano con noi entità solo parzialmente umane. Diciamo che erano ibridi umani-alieni. Non lo sapevano, perché non gli era stato mai rivelato (né avrebbero potuto accettarlo, chiaramente), ma il loro DNA era frutto di una contaminazione con geni del ‘popolo di sotto’. Tra questi mezzosangue c’erano il mio uomo (l’avvocato Ungarelli, autore del diario che avete per le mani), sua madre e l’amante di quest’ultima (cioè Emanuele Martini) e, infine, Monica. Durante questi mesi, in loro stava accadendo (perché DOVEVA accadere) una mutazione che si sarebbe tradotta nel progressivo spegnimento della parte ‘umana’ del loro essere e nell’attivazione di quella aliena. Quando Sergio e Lorenzo mi hanno rivelato questa cosa non ho potuto ridergli in faccia, perché ormai da tempo avevo la sensazione che qualcosa di strano e inquietante stesse succedendo al mio uomo. Prima quella storia del prurito, poi l’eczema, quindi la pelle che ha iniziato a scollarsi. Infine, quel senso di calore intollerabile che provava e che lo spingeva sotto la doccia decine di volte al giorno. Ma la cosa più terribile è stata assistere al lento affiorare, da sotto i loro strati di epidermide umana, di una cute evidentemente NON umana. Una specie di vernice squamata come quella che ricopre la pancia delle lucertole. Ruggero era convinto di essere stato avvelenato e ha sempre pensato, fino all’ultimo, che quella roba fosse il frutto di qualche esperimento chimico o addirittura di un doloso tentativo dei ‘Neri’ di farlo fuori.

Oggi so per certo che un’entità estranea si dibatteva in lui. Era lì, nel suo corpo, che voleva uscire e pretendeva sempre più spazio. E gli dava una forza, una resistenza, un’esplosività muscolare spaventose. Credetemi, soprattutto da quando gli era presa la fissa degli allenamenti, ho assistito a esibizioni di potenza e a manifestazioni di energia che di ‘umano’ non avevano nulla. Si cimentava, senza sforzi, in balzi spropositati da una rampa all’altra delle scale. Aveva questa nuova attitudine di correre in orizzontale sulle pareti come ho visto fare solamente in certi film d’azione dagli improbabili effetti speciali. Era persino in grado di rimanere ‘incollato’, per qualche secondo, ai muri come potrebbe riuscire solo a qualche specie di rettile. Lui non ne parla nel diario. Forse ne era turbato, forse si era convinto che fosse tutto merito degli estenuanti tour de force cui si sottoponeva col Martini. Poi, c’è la questione della personalità. Sia lui sia Emanuele (soprattutto quest’ultimo) si erano fatti visibilmente più larghi, alti, muscolosi, ma anche… non so come dire… carismatici, attraenti, magnetici. Assistere a queste trasformazioni è stato devastante. Il nostro atteggiamento, mio e di Sergio intendo, da quando ci siamo uniti a Jenny e Lorenzo, l’essere così schivi, il camminare rasente i muri, il non guardarli mai negli occhi era dovuto proprio a questo. Non, come pensava Ruggero, all’essere parte di chissà quale trama, ma all’essere costretti ad assistere, giorno dopo giorno, a uno spettacolo che la nostra mente si rifiutava di accettare. Sotto i nostri occhi. Dentro la nostra casa. Non sono impazzita solo perché Sergio e Lorenzo e anche Jenny mi hanno sostenuta, mi hanno convinta che non ero vittima di un’allucinazione, ma di una realtà che andava affrontata e combattuta.

Ora devo lasciarvi. Sergio vuole a tutti i costi spiegarmi le tappe del viaggio verso il niente che si ostina a preparare. Prima però, un’ultima cosa. Anzi due. Io ho visto anche i loro visi mutare. Impercettibilmente, ma inesorabilmente. Il cranio allungarsi in avanti, le labbra diventare sempre più esangui e affilate, la lingua assottigliarsi, le pupille farsi ovali come mandorle. Non di molto, sia chiaro. Ma di quel tanto da capire che c’era una forza che agiva nei loro corpi, una forza che li stava gradualmente ‘possedendo’, perché era giunta l’ora di reclamare un sacro diritto di signoria su quelle membra.

Quanto alle due femmine, secondo me, a differenza di Martini e di Ruggero (che sono stati inconsapevoli marionette fino all’ultimo), sapevano, avevano capito e volevano smettere i panni stretti della loro residua umanità e indossare quelli nuovi del ‘popolo di sotto’. Del resto, recitavano due ruoli centrali. La madre (per capire come e quanto era 'mutata' rileggetevi i passaggi del diario in cui l’avvocato ne descrive i cambiamenti) era la ‘matrice’ dell’eletto, mentre Monica la promessa sposa che lo avrebbe reso padre. Ma di questo parleremo domani. Ora vado.

 
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