6 Dicembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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Dicembre

6 Dicembre 2017


6 dicembre 2017, ore 14:00

Siamo appena tornati da una passeggiata. Io ho cucinato spaghetti integrali e Sergio e Mauro hanno preparato l’insalata. Ci siamo insediati in una casetta con giardino non molto lontana dal condominio. Dentro c’è tutto quello che serve per tirare avanti un bel po’ (con noi abbiamo anche molte delle riserve alimentari accumulate nelle dispense del palazzo durante la clausura). Il problema è che non so se e, soprattutto, per quanto tempo, vorremo farlo ancora. Siamo i pochissimi sopravvissuti di una terra disabitata. L’apocalisse è passata come un tornado fermando a metà il suo lavoro solo perché qualcuno ha fatto esplodere i cavetti di accensione del motore un secondo prima dell’apertura del portale.

I cavetti erano loro, Ruggero e Monica, la coppia regina. Il tre dicembre doveva essere l’inizio della nuova era e, dal giorno seguente, il mondo avrebbe dovuto essere popolato di nuovo, ma non da esseri umani.

Tutto questo non è accaduto, ve lo concedo. È anche vero che siamo solo riusciti a rovinargli la festa, ma non a far ritornare indietro chi non c’è più. Quella è una cosa impossibile, come vi spiegherò tra poco. Quindi la domanda diventa: abbiamo veramente voglia di trasformarci nei novelli Adamo ed Eva dell’umanità? Togliete pure Mauro dagli interessati. Lui farà quello che gli diciamo noi. Restiamo solo in due: io e Sergio. Ciò che ci tiene in vita, è, per ora, il semplice, ancestrale istinto di sopravvivenza. È come se stessimo prendendo la prima boccata d’aria fresca dopo avere rischiato di affogare. Non siamo ancora pronti per pensarci su, ma il momento arriverà presto, lo so.

Forse, un’altra risorsa che ci impedisce di impazzire di angoscia e di dolore è il sentimento che iniziamo a provare l’una per l’altro. Io amavo davvero Ruggero e l’aver dovuto separarmi da lui, prima con la testa e il cuore che con il corpo, mi ha straziato. Non sarò mai più la stessa, perché certe ferite lacerano l’anima e non si rimarginano più. Tuttavia, so di che parlo quando parlo di amore. Non dico che mi sono infatuata di Sergio, ma quello che sento per lui, il semino che si è innestato dentro di me, ha un’origine e può avere uno sviluppo che conosco benissimo. Magari vi sembrerà assurdo che parli così avendo appena assassinato il compagno che dico di aver amato e conoscendo da poche settimane quello per il quale sono pronta ad amare. Però siete voi fuori strada perché le categorie con cui eravamo abituati a ragionare non valgono più niente. Non di fronte a un uomo che non è più ciò che era, non davanti a una Terra che ha smarrito la propria umanità. In ogni caso, so che Sergio sta vivendo qualcosa di simile ai miei tormenti interiori. Non me lo dice, ma ho abbastanza intuito femminile (nonostante Ruggero mi dipingesse come una cinica senza cuore) per capirlo.

Una cosa mi colpisce. Ora che ho iniziato a scrivere mi rendo conto di quanto sia liberatorio e terapeutico poterlo fare. Comprendo Ruggero, molto più di quanto non mi riuscisse quando lo insultavo perché non stava mai ad ascoltarmi, perso com’era nell’ossessione per la sua tastiera. Adesso, l’unica cosa che conta è decidere che fare di queste pagine.

Ci ho riflettuto e sono giunta alla seguente conclusione. Per quanto mi piaccia, scriverò ancora per poco. Qualunque cosa accada nei prossimi giorni, io ultimerò questo diario raccontandovi quello che è successo per davvero. Tutta la verità e nient’altro che la verità. Poi nasconderò da qualche parte il laptop e la chiavetta. Se davvero è destino che qualcuno debba leggere queste pagine, allora lo farà.

 
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