5 Dicembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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Dicembre

5 Dicembre 2017


5 dicembre 2017, ore 11:00

Stamane siamo usciti allo scoperto. Ci siamo incamminati insieme, io e Sergio tenendoci per mano mentre Mauro trotterellava intorno a noi, curioso. Abbiamo dovuto zigzagare tra tutte le berline nere, senza conducente, immobili, assiepate nelle strade della città. Ce ne sono a migliaia e, a quanto pare, non c’è più nessuno che le guidi e le gestisca, sia pure da lontano, come invece accadeva prima. È come se avessero perduto la fonte di energia che le animava, rendendole tanto minacciose. Fino all’altro ieri sembravano vive, ora sono solo carcasse vuote da cui il mio bambino entra ed esce senza ricordarsi che è proprio in uno di quegli abitacoli infernali che ha perso il senno.

C’è un’altra cosa, bella. L’aria è tornata normale e il cielo azzurro. Non c’è più la matassa di vapore con cui gli aerei avevano coperto, negli ultimi mesi, tutta la volta celeste. E neanche quella luce giallognola, malata che si era intensificata sempre più, mano a mano che le settimane passavano e la gente spariva. Ho visto che Ruggero non ne parla nel suo diario, non so francamente perché.

Veniamo al diario, allora, e a ciò che ho deciso di farne. L’ho trovato per caso, arrampicandomi ieri mattina su per le scale antincendio del lato intatto del palazzo. Volevo recuperare alcuni effetti personali dal mio appartamento e mi è venuta la curiosità di andare a vedere ciò che restava di quello di Ruggero e della sua troia. L’alcova, insomma. So che è brutto dirlo, che non ci faccio una bella figura, ma chi se ne importa, nelle condizioni in cui siamo. Da qui capisco quanto noi umani siamo attaccati al nostro minuscolo ego. In questo aveva ragione l’amante del mio uomo.

Comunque, per arrivare in camera da letto sono dovuta passare dalla cucina. La parete che dava sul giardino era sventrata. Uno squarcio impressionante, da cui si vedeva uno spaccato della città. Sergio, da sotto, continuava a dirmi di scendere, che potevo solo farmi del male. L’ho ascoltato, ma non subito. Ho avuto il tempo di vedere quel computerino che tanto odiavo e su cui Ruggero riversava le proprie nevrosi. Ho provato ad accenderlo e funzionava ancora. Ho frugato fra le cartelle, ma erano tutte vuote. Stavo per rinunciare quando ho visto un affarino giallo che spuntava da sotto il tovagliolo di un cassetto. Una pennetta USB. Ho provato ad aprirla e ci ho messo un secondo a trovare la password (MONICA). Dentro, c’era un file word con tutto il diario di Ruggero, dal 10 giugno al 3 dicembre. Non so come avesse intenzione di chiamarlo. Per quanto mi riguarda, Cronache della fine va benissimo.

Ho iniziato a leggerlo e mi ha sorpreso, devo dire. Perché ho compreso che fino all’ultimo istante, lui, in realtà, non aveva capito niente. Mi ha sconvolto vedere quanto fosse ossessionato dal bisogno di trovare la verità e quanto poco vi si fosse avvicinato. Forse perché la verità era dentro di lui e lo stava mangiando a pezzettini. Da fuori, magari, era più facile intuire. Anzi, senza dubbio è così. Anch’io, che pure lo amavo, ci ho messo una settimana ad accettare la spiegazione che Sergio e Lorenzo, a un certo punto, hanno deciso di darmi. In quei giorni, che precedono l’entrata in scena dei Neri (insomma il momento in cui Ruggero ha deciso di chiamarci così pensando che fossimo una specie di setta satanica), ho rischiato veramente di mandare a monte tutto. Se Sergio non mi avesse giurato che avrebbe ucciso con le sue mani Mauro nel caso in cui mi fossi confidata col mio ragazzo, avrei spiattellato tutto a Ruggero. Ma non l’ho fatto. Ho passato ore disperate combattendo dentro di me contro una realtà inaccettabile per quanto irrazionale e folle. Poi, a poco a poco, ho capito che era tutto vero e ho cominciato a lavorare al ‘dopo’, insieme ai compagni che il destino ha messo al mio fianco: un omone microcefalo e un prete in crisi vocazionale. Oltre a quei due autentici angeli che rispondono al nome di Jenny e Lorenzo. Che non ci sono più.



 
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