30 Luglio2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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Luglio

30 Luglio 2017


30 luglio, ore 12:00 (domenica)

Settimana di merda, a parte lunedì, giovedì e sabato sera, vale a dire le volte che sono riuscito a ritagliarmi del tempo con Monica. Non abbiamo fatto nulla di che, sia ben chiaro. È venuta lei da me, dopo cena, a bere (e preparare) un caffè speciale che ha acquistato in un negozio di prodotti particolari (non ho capito se biologici o equosolidali). Dopo che ho messo a letto Mauro, verso le nove e un quarto, lei bussa con discrezione, entra, si mette ai fornelli e prepara la bevanda con lo stesso scrupolo e l’identica concentrazione che un maestro zen pone nell’arte del tiro con l’arco. Guardarla mi rilassa, poi ci mettiamo a chiacchierare di cose diversissime, spiritualmente elevate o banalmente terra terra. Guardiamo la tivù, anche, il che peraltro mi aiuta a deprimermi ancor di più visto il trend.

Questo è l’ultimo bollettino di guerra che vi riporto, pari pari, dalla pagina unica di televideo ormai dedicata quasi solo a questa stupefacente situazione. In Italia sono scomparse più di settecentomila persone da quando è iniziata la pandemia (se vogliamo chiamarla così), ma è una stima che ormai viene aggiornata per approssimazione visto che molti non denunciano più nemmeno le scomparse. Del resto non servirebbe a nulla. La polizia e i carabinieri non hanno neppure il tempo di star dietro alla conta degli spariti, figurarsi se ce l’hanno per iniziare un’indagine degna di questo nome. Nel mondo, il fenomeno va più o meno di pari passo, nel senso che è proporzionato all’entità della popolazione residente. Per dire, la Francia si aggira su cifre simili alle nostre, gli Stati Uniti invece su livelli molto più alti. Un ‘esperto’ (li odio gli esperti, come cazzo fanno ad esserlo di una faccenda che non si è mai verificata prima, a memoria d’uomo?), comunque un esperto ha detto stamane nel notiziario delle otto e quarantacinque che almeno un cinquantesimo della popolazione mondiale ha preso il volo. Per quel che se ne sa (cioè una beneamata mazza) le sparizioni sono ancora connesse con la notte e il buio.

Quanto alle macchine nere, mai sentite nominare. Io ovviamente mi guardo bene dal denunciare la cosa. Le lettere aperte non fanno per me e mi sogno ancora di notte mister gengiva che mescola il finto zucchero nella sua inesistente tazzulella ’e cafè. Solo due o tre volte mi è capitato di ascoltare un testimone oculare, cui un cronista aveva messo per sbaglio il microfono sotto al naso, che riferiva di una vettura di colore scuro avvistata sul luogo di una delle tante sparizioni. Credete che qualcuno abbia approfondito? Nossignori, cambio di argomento, stacchetto di pubblicità, caduta della linea e via andare. Questo ci riporta al cuore della questione. Lassù qualcuno non ci ama. Nel senso che le istituzioni sanno più di quel che dicono e quel che sanno dev’essere abbastanza acido da fargli venire la voglia di tacerlo alla plebe. Io, che son meno cospirazionista di don Sergio, la vedo così. Lui, invece, è convinto che ci sia di più e di peggio. Non chiedetemi cosa, però. Penso una via di mezzo tra l’esperimento di un’arma non convenzionale (ma cosa, santo cielo? Il disintegratore di molecole di qualche personaggio di Star Trek?) e un virus sfuggito nottetempo da un laboratorio di ricerca. Per prenderlo in giro gli dico che me lo vedo il virus, con la faccia butterata come il mostro della palude silenziosa e il corpo di un’arachide americana, che scavalca la recinzione dell’area 51 per andarsene a spasso a spruzzare il nebulizzatore su chiunque incontri. Il don di solito abbozza un sorriso, ma si vede che non apprezza. Sarà anche paranoico, lui, ma pure i cosiddetti organi di informazione non scherzano. Adesso fanno programmi su programmi per lanciare le ipotesi più assurde (da un germe piovuto dallo spazio a un disturbo d’onda nelle frequenze percepite dalla retina umana) accanto a quelle tradizionali evergreen del terrorismo o dell’epidemia di origine sconosciuta. Non si contano le cazzate che sparano, credetemi.

Un aspetto divertente della faccenda è l’ansia scientista che elettrizza tutti i commentatori televisivi e che impregna di sè ogni programma trasmesso sul piccolo schermo. Ci vorrebbe un’esorcista per liberare le povere menti dei nostri beati (o beoti?) conduttori dall’istinto di placare il nervosismo delle masse con dosi massicce di positivismo ‘scientifico’. Ma non basta, ovviamente. Ormai, per quanto posso constatare smanettando su internet, quella di tenere al guinzaglio l’apprensione del popolino è una mission che solo le religioni e i guru di qualunque estrazione possono soddisfare. E infatti, le chiese si riempiono, i gruppi di preghiera pure, i rosari on-line sono una delle opzioni più cliccate. Manca solo che superino il mercato del porno e non mi stupirei se ciò accadesse. Non che io sia del tutto immune da questo tsunami di fervore mistico, come sapete. Ma nel mio caso, il tramite è Monica e devo ancora capire bene sia cosa provo o voglio provare per lei, sia quanto l’attrazione che mi ha fulminato quella famosa sera sia responsabile delle mie rinate fregole religiose. Comunque, capisco chi ci casca, mettiamola così. Non puoi vivere a lungo in un mondo dove hai una buona probabilità di arrivare a sera senza qualcuno dei tuoi cari accanto. Per lo meno non puoi farlo senza un appiglio. E se questo appiglio è una croce o la reliquia di un santo o una posizione yoga… buon per te. Il tuo equilibrio psichico potrebbe reggere un’ora in più, non è poco.

Detto questo, in giro si vedono veramente meno persone. Stavolta non è più un effetto ottico, ne sono certo. C’è meno traffico, strade più libere. Un paradiso se non fosse che gli assenti potrebbero starsene all’inferno, per quel che ne sappiamo. Quanto al risvolto politico della vicenda, il governo di superunità nazionale ha ottenuto la fiducia. A parte due o tre cani sciolti (Dio li benedica) tutti gli altri marciano compatti anche se qualche buco comincia a notarsi pure tra le file dei vip. Nell’ultimo mese abbiamo perduto settantasei senatori, centoquattro deputati e diversi consiglieri regionali. Anche la Chiesa sta offrendo il suo tributo: il papa per ora tiene botta, a meno che non l’abbiano già sostituito con un sosia (si vocifera anche questo nei forum della rete), ma parecchi cardinali hanno fatto le valige destinazione ‘non si sa’. Ieri tutti i giornali davano quasi per certa una prossima risoluzione dell’ONU che autorizza (qualcuno ha scritto ‘impone’) tutti i paesi aderenti (cioè l’intero orbe terracqueo) a chiudere le frontiere. Avete capito bene. Vogliono impedirci fisicamente di uscire dai confini nazionali. Non riescono a venire a capo del dramma di tutti questi ‘buoi’ scappati via e allora, intanto, chiudono le ‘stalle’ prima che sia troppo tardi. Con noi dentro, ovviamente. Io continuo a sperare che si tratti dell’ipotesi di lavoro di un coglione intruppato fra i caschetti blu della diplomazia internazionale. Vedremo. Molto più probabile, invece, il coprifuoco notturno. Cominciano a ripetersi con preoccupante frequenza i casi di saccheggio nei negozi abbandonati che ovviamente proliferano, in centro come in periferia. Infine, due ultimi aggiornamenti, prima di andare al pranzo domenicale da Nadia e da sua madre. Con lei ovviamente non va bene per nulla. Col suo intuito femminile (avesse altrettanta grazia e gentilezza, la sposerei... scherzo!) ha capito che mi frulla qualcosa di nuovo per la testa e quindi le occasioni di litigio si sprecano. Ma continuiamo a scopare. È uno sfogo per entrambi, anche perché, mai come adesso, ogni giorno può essere l’ultimo, per fare qualunque cosa. Di Beatrice Martini non ho nessuna notizia. Vado a trovare il padre (che ormai vive rintanato nel suo appartamento in stato letargico permanente) due volte la settimana, più per fargli coraggio che per riferirgli progressi (inesistenti) nelle indagini. Perlingioni non l’ho più visto, invece. In studio non ci vado da quando io e Ric ci siamo concessi il famoso quadrimestre sabbatico. Per lo più sto a casa e smanetto sul web nella speranza di cavarci qualcosa di nuovo. Non vado più sull’argine a mezzanotte, s’intende, ma proprio ieri, mentre rincasavo dalla spesa serale ho avuto, di nuovo, la sensazione di essere pedinato.


 
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