24 Luglio 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

Vai ai contenuti

Menu principale:

Luglio

24 Luglio 2017


24 luglio, sempre dopo mezzanotte

Stasera mi son concesso una passeggiata in solitaria sull’argine destro del canale che taglia in due esatte porzioni il mio quartiere. Ho un pacchetto e mezzo di Merit in corpo e più dubbi di quando sono uscito. Monica non la vedo dall’appassionata discussione dell’altra sera. Avverto la stessa sensazione di benefico languore alla bocca dello stomaco quando mi torna in mente, ma ho deciso, se può interessarvi, che non si tratta di quel principio di infatuazione che temevo. Non ancora, per lo meno, e questo mi ha tranquillizzato. Mi consente di starmene in precario equilibrio sul filo discretamente tirato fra le nostre due vite senza precipitare dalla parte irrazionale e insondabile della passione. Così posso ragionare, posso riflettere. Anche per questo sono uscito, dopo aver addormentato Mauro. Adesso mi aiuto con qualche goccia di Valium nel succo di frutta che gli faccio bere prima di metterlo a letto. Garantito che non si sveglia e, in ogni caso, ho portato con me il cellulare e ho lasciato l’avvisatore acustico e le chiavi dell’appartamento a Monica... Chissà che prima o poi non le usi anche per farmi una sorpresa nel cuore della notte. In effetti, l’ammirazione che nutro per lei non mi ha ancora inibito i pensieri strani che mi colgono nel ricordarmela seminuda col phon in mano sull’uscio di casa sua.

A lavoro non va affatto bene, o forse sì. Da come guardi il mondo tutto dipende, lo cantava anche quel tizio qualche anno fa. Oggi, approfittando delle due orette in cui mi sono fatto vivo per dare un senso al mio cognome che campeggia sul logo della compagine sociale, Riccardo ha chiesto se poteva parlarmi a tu per tu. Ci siamo seduti nel suo ufficio e, prendendola molto alla larga, ha fatto dei discorsi che non mi aspettavo, davvero. Ero convinto di essere aggredito per la mia latitanza degli ultimi tempi e invece mi ha detto che il mio comportamento così evidentemente turbato dalla situazione generale era l’unico logico e giusto visto il degenerare degli eventi. «Sei il solo ad aver intuito subito che non era una cosa da riderci sopra… del resto la tua intelligenza non l’ho mai messa in discussione… mi chiedo se non ho sbagliato nel continuare a sgobbare come se nulla stesse accadendo e, addirittura, a pretendere che tu facessi altrettanto» e via sviolinando. Dopo un po' l’ho gentilmente messo alle strette pregandolo di dirmi senza altre divagazioni che cazzo gli passava per la testa. A quel punto, mi ha scioccato. In breve, è convinto che le cose stiano davvero prendendo una piega da diluvio universale, dice che non ha più senso lavorare in un quadro di incertezza assoluta come quello presente e che, insomma, ha deciso di prendersi almeno tre mesi sabbatici dall’attività di studio. Andrà in Giamaica con la sua ultima fiamma, una stangona da monta, bielorussa credo, che ha conosciuto all’ultima cena del Rotary. In fondo questa vacanzina gli spetta perché ha un sacco di ferie arretrate, io poi devo recuperare la carente collaborazione degli ultimi giorni eccetera eccetera. Vi risparmio la parte delle imprecazioni, delle bestemmie, dei vaffanculo, degli insulti. Il fatto è che non mi sembrava vero che avesse davvero deciso di lasciarmi sulle spalle tutta l’attività di studio in un momento in cui l’ha capito persino lui che non ci sono con la testa, mi manca la concentrazione e pure la voglia. Alla fine abbiamo raggiunto un compromesso nell’unico modo possibile per evitare una marea di citazioni per responsabilità professionale da parte dei nostri clienti. Abbiamo deciso di prenderci ENTRAMBI un…  diciamo… quattro mesi sabbatici, delegando la gestione della baracca a Lavinia, l’avvocato factotum che ci dà una grossa mano da qualche anno in qua e ai tre praticanti che lei gestisce fin troppo bene. Ovviamente questo ci costerà un aumento notevole delle retribuzioni alla nostra sostituta in pectore, ma non vedo altra scelta. Se la conosco bene (è tignosa come un mastino napoletano nelle negoziazioni) riuscirà anche a strapparci un’opzione di ingresso nell’associazione professionale. In questo momento non mi importa nulla. Mi interessa solo sapere che da domani sono un uomo libero per una stagione intera, libero di fare quel cazzo che voglio, di andare a fondo degli unici due casi dei quali mi freghi qualcosa, quello di Beatrice e quello di Perlingioni e, per il resto, di indagare ancora su tutta la faccenda. Perché ci sono tracce, indizi, piste che ho trascurato e di cui vorrei parlarvi. Così come vorrei raccontarvi quello che mi è successo poco fa sull’argine. Ho rischiato davvero di finire nella centrifuga dei cari estinti. Sarebbe stata una beffa se succedeva proprio ora che posso godermi (godermi?) un po’ di tempo libero dopo tanti anni. Ora però scusate, ma devo correre da Mauro. Sta urlando come un ossesso. Non sono l’unico a fare sogni vigliacchi, evidentemente.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu