24 Dicembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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24 Dicembre 2017


24 dicembre 2017, 23:30

Non abbiamo fatto il classico cenone. Sergio non si reggeva in piedi per il sonno, Mauro era già nel mondo dei sogni alle nove e mezza. Adesso stanno dormendo entrambi sotto le coperte. Contenti. Irragionevolmente contenti, dal mio punto di vista. Ma dal loro punto di vista qualche motivo ce l’hanno. Il mio ‘bambino’, per la prima volta da quando ha subito il suo trauma, si sente accolto e accettato da una famiglia che gli vuole bene. Secondo Ruggero non ne aveva mai avuta una in vita sua. Sergio mi ha chiesto se resterà sempre così o se è destinato a ripassare attraverso tutte le tappe della crescita psicologica di un minore. Credo proprio che la prima ipotesi sia la più probabile. A me interessa solo che abbia finalmente un papà cui appoggiarsi.

Ieri mi sono fatta promettere dal mio sacerdote innamorato che, qualunque cosa dovesse accadermi, lui si prenderà sempre cura di Mauro. Non riusciva a capire il senso di quella malaugurata prospettiva, ma me lo ha giurato. Questo mi basta e mi dà un briciolo di serenità. Quanto a lui, a Sergio, sta vivendo il suo momento di passione. Stamane, in garage, mi ha abbracciato all’improvviso, mi ha baciata sulla bocca, ha detto che mi ama. Io ho stretto le labbra in quel modo violento e innaturale che ti viene quando stai per scoppiare a piangere, ma non vuoi. Alla fine la bocca si è socchiusa, le lacrime sono sgorgate, i singhiozzi pure. Lui deve aver pensato che è tutta colpa di quello che è successo e della paura per un futuro insondabile. Mi ha abbracciata senza dire una parola.

Oggi pomeriggio eravamo in salotto a sorseggiare una cioccolata calda con le tazze di porcellana finissima decorata a mano che abbiamo trovato in fondo alla credenza. Sergio aveva posato sul tavolino un vassoietto di latta ricolmo di biscotti di pasticceria. Non li abbiamo nemmeno toccati, anche perché Mauro ce l’ha praticamente impedito, facendoli fuori in un lampo. Siamo rimasti per un po’ zitti sdraiati sulle poltrone con le ginocchia penzoloni dai braccioli e i nostri piedi che ogni tanto si toccavano, accarezzandosi. A un certo punto, lui mi ha rivelato che aveva chiesto, una sera, a Lorenzo cosa sarebbe accaduto se per caso si fosse verificato il miracolo di una nascita. Cioè, come sarebbe avvenuto il rientro di tutte le persone scomparse dalla dimensione in cui si trovavano ora a quella terrestre. Lori non gli ha risposto subito. All’inizio, a dire il vero, neanche intendeva farlo perché gli sembrava una domanda oziosa. Ma Sergio ha insistito. Allora il chierico gli ha detto che, per quel poco che ne sapeva o poteva immaginare, ci sarebbe stata una specie di risincronizzazione del mondo. In altre parole, tutti si sarebbero ritrovati nei loro luoghi d’origine e avrebbero ricominciato a vivere la stessa vita di prima, senza ricordare nulla. Una specie di gigantesco reset che avrebbe fatto piazza pulita di ogni traccia di ciò che era accaduto. Era l’unica certezza che era in grado di dargli, ma sui dettagli non poteva essere più preciso, per il semplice fatto che li ignorava. E poi a chi diavolo poteva interessare, visto che si trattava di un’ipotesi del tutto irrealistica?

Ho chiesto a Sergio perché me l’ avesse raccontato proprio ora anche se lo sapevo già e lui me l’ha confermato. Non è che ci speri, ma lo fa star bene immaginare un mondo dove nessuno rammenta il male che ha fatto o che ha subìto. Dove si possa ripartire tutti dallo start senza pesi sulla coscienza, senza rimpianti né rimorsi. Semplicemente un nuovo ‘via’. E poter vivere. Magari dimenticando di essere stati dei sacerdoti, ho suggerito io. O di aver ammazzato delle persone, ha aggiunto lui. Io gli ho detto che questo sì che è un pensiero da cancellare. Abbiamo fatto ciò che dovevamo e salvato la Terra da un avvenire di infinite desolazioni. Gli dev’essere tornato in mente che domani è Natale e che, comunque, io ci sarò a condividere con lui la giornata. Infatti ha sorriso, si è scostato il ciuffo, ha infilato la punta del suo piede destro sotto la mia tuta e ha iniziato a massaggiarmi il polpaccio. Io non ho potuto fare a meno di ripensare alle scatoline di pillole nel cassetto del mio comodino. Ho levato la testa all’indietro e mi sono messa a piangere in silenzio.

Domani è Natale.



 
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