22 Giugno 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

Vai ai contenuti

Menu principale:

Giugno

22 Giugno 2017


22 giugno 2017, ore 20:45

Al telegiornale delle 20:00 hanno aggiornato la conta. Siamo a 75 scomparsi in giugno e il mese non è ancora finito. Se continua così dovremmo assestarci, lo so è una triste contabilità, su un numero doppio rispetto a maggio. I media all’inizio hanno cavalcato la vicenda come fanno con qualsiasi storia fuori dall’ordinario, spolpandola fino all’osso, da veri piranha quali sono, con speciali, reportage, interviste. Soprattutto con quell’eccitazione più euforica che drammatica propria dei cronisti davanti a un caso di nera. Voglio dire: trapela dalle penne e dai microfoni un entusiasmo tenuto ovviamente a freno e frutto della convinzione che, vada come vada, per un bel po’ sarà un susseguirsi di record di ascolti o di vendite. Forse è l’aspetto meschino del mestiere di giornalista. D’altra parte un impresario di pompe funebri non si strappa i capelli quando un nuovo cliente entra negli uffici. Un avvocato idem quando gli capita fra le mani un caso di lesioni gravissime. Il lavoro è lavoro, per tutti, e giornali, riviste e tivù non fanno eccezione. Tuttavia, ho l’impressione che stavolta qualcosa stia cambiando. Un conto è l’orgia di commenti, approfondimenti, servizi per un delitto agghiacciante che colpisce l’immaginario collettivo, un conto è questa roba qua delle scomparse. Nel primo caso, opinionisti e anchor man sanno con cosa hanno a che fare. Per quanto brutali, si tratta di storiacce che rientrano nel novero degli eventi che potremmo definire comprensibili, catalogabili, gestibili. Nel secondo, invece, si naviga a vista nella nebbia più fitta. Il pubblico non è più morbosamente curioso, comincia a essere preoccupato. Nessuno s'immagina seriamente di diventare la prossima vittima  di un assassino seriale, ma chiunque può cominciare a temere di finire, presto o tardi, nella lista degli ‘spariti’. E siccome la stampa annusa, come un cane da tartufo, dove tira il vento, adesso tutti hanno un solo desiderio: che questo fenomeno ingovernabile finisca in fretta e che le istituzioni forniscano una spiegazione plausibile. E definitiva.

Ora come ora, le ipotesi più accreditate sono due: terrorismo ed epidemia. Patetico? Anche secondo me. Eppure, questo passa il convento. Il Ministro dell’interno ha dichiarato che i vari team di superesperti messi in piedi per affrontare l’emergenza hanno buoni motivi per orientarsi verso queste due soluzioni. La prima implica che ci sia in giro una rete di organizzazioni criminali che, per scatenare il panico progressivo, sequestrano i cittadini. Perché non mettere una bomba, allora, dico io. Sarò tradizionalista, ma se l’intento fosse quello di seminare il terrore sarebbe molto più comodo, veloce, economico persino, piazzare un bell’ordigno oppure organizzare un attentato tipo quello dell’undici Settembre. Non solo. Dovrebbero anche spiegarmi dove accidenti vengono portati i rapiti e perché, in nessun caso, questa fantomatica banda di delinquenti abbia lasciato una sola traccia di sé alle spalle. Il giorno dopo l’attentato alle due torri, l’America aveva già nome, cognome e indirizzo di tutti i ventiquattro attentatori. Un’efficienza persino sospetta per quanto incredibile, ma, comunque, appagava il bisogno diffuso di risposte. Ed ora, dov’è finita la capacità operativa dei servizi americani? E di quelli del resto del mondo? Hanno inventato il filtro dell’invisibilità, nel frattempo, o le forze speciali hanno altro a cui pensare? Quanto all’epidemia, è una barzelletta peggio della precedente. Epidemia di che? Qui non stiamo parlando di morti. Di cadaveri neanche l’ombra. Discutiamo di gente che toglie il disturbo e basta. O qualcuno ha sparso nell’aria un polline che dissolve la materia oppure il ministro ha bisogno di riposo. Propendo per la seconda ipotesi. Tuttavia (c'è da piangere) molta gente sta abboccando. Persino fior di commentatori hanno aderito supinamente a questo paio di panzane come a qualcosa di serio e meritevole di approfondimento. Ormai ho la nausea dei notiziari che mettono in circolo, a batteria, sempre le stesse menate.

Un’altra nota preoccupante in questo delirio di deficienza è una frase buttata là da un capogruppo parlamentare in una delle solite interviste dalla bouvette di Montecitorio: «Forse sarebbe il caso di studiare misure più stringenti a tutela della popolazione indifesa e dell’ordine pubblico». Cosa significa onorevole? Starete mica pensando di consegnarci tutti al coprifuoco serale, vero? Ecco, questa è la mia vera paura. Che, per non saper né leggere né scrivere, lorsignori mettano intanto le mani avanti facendo passare qualche leggina d’emergenza che spedisca l’esercito per le strade o roba così. L’ho detto, preoccupato, a Riccardo e mi ha risposto: «Sarebbe ora, negli Stati Uniti ci stanno già pensando e in Giappone ne discutono la settimana prossima». Ne ho dedotto due cose: che il mio socio ed io, quanto a piorità e ideali, abbiamo sempre meno a che spartire e che in giro per il mondo se la passano peggio di noi. Questa è la conta di quelli che sono mancati all’appello nei principali paesi occidentali, nel mese di maggio, così come pubblicata oggi dal Corriere: USA 4.521, Canada 3.786, Francia 119, Inghilterra 271, Germania 215, Spagna 105. Altri non pervenuti, soprattutto Russia e Cina che, per ora, si trincerano nel solito no comment, forse per non preoccupare la popolazione. Ha suonato il campanello, dev’essere Vincenzo per la partita di calcetto.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu