21 Luglio 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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Luglio

21 Luglio 2017


21 luglio 2017, dopo mezzanotte

Sono appena rientrato nel mio appartamento dopo aver passato tre ore buone a chiacchierare e flirtare con Monica. Mi piace da matti, non posso farci niente. Lo so che sto facendo la figura dell’adolescente brufoloso in crisi ormonale, ma è così. So inoltre che è da irresponsabili tratteggiare cuoricini sul bordo di un foglio con la biro rossa, eppure vi assicuro che lo sto facendo. Anche se il mondo va a puttane, anche se rischio seriamente di pagare caro il mio ridicolo atto di coraggio. È più forte di me. Lei è così, così… spirituale pur andando in giro con un corpo da delirio.

Oggi sono stato a casa tutto il giorno, dandomi malato con lo studio. Dovevo riprendermi dall’esperienza di ieri. Ho portato Mauro al parco, gli ho preparato il pranzo, l’ho messo a letto nel primo pomeriggio, poi di nuovo parco (lui guarda i bambini giocare e ogni tanto fa qualche commento di un candore disarmante oppure si siede per un’ora intera sull’altalena lasciandosi dondolare), piccola spesa, cena. Alle otto, Mauro crollava dal sonno, così gli ho detto di mettersi il pigiama e andare a letto. Ha obbedito senza fiatare e, messa la testa sul cuscino, era già nelle braccia di Morfeo. Adesso, per non essere obbligato a fargli sempre da balia ho comprato alla ‘Casa del bambino’ uno di quei cicalini ricetrasmittenti con cui senti subito il pianto o il singulto di un neonato, anche se ti trovi parecchie stanze più in là. Ideale per le mamme apprensive (o giudiziose, fate voi). E per i padri (veri o finti) scoglionati come me. Ho messo il primo walkie tolkie ai piedi del letto di Mauro, mi sono infilato in tasca il secondo e sono uscito sul pianerottolo chiudendomi con somma delicatezza la porta alle spalle. Sono rimasto sul ballatoio per venti minuti buoni a chiedermi se stavo facendo una cazzata, se lei avrebbe avuto piacere a vedermi, se, se, se… Alla fine, mi ha colto un soprassalto di dignità, mi sono ricordato di averne quarantuno oltre a diverse esperienze in materia e ho suonato alla porta di Monica. Lei ha aperto all’improvviso perché probabilmente aspettava qualcuno. Era in reggiseno e mutandine. Uno schianto. Dopo un istante di squisito (per me) imbarazzo ha richiuso la porta, praticamente schiaffandomela in faccia e non senza avermi consentito di vederla avvampare per la vergogna. Poi, ho sentito del trambusto, mentre lei gridava ‘scusami, un momento, arrivo’, quindi ha riaperto e me la sono trovata davanti con una tuta domestica che faceva torto alle contenute, ma deliziose curve che mi aveva appena permesso di ammirare. Aveva ancora il viso in fiamme, mi ha detto che si aspettava di vedere la sua amica Jenny, che di solito passa a quell’ora per bere il caffè, che si scusava per come l’avevo vista e altri bofonchiamenti del genere. Io sono rimasto impalato, non riuscivo a staccarmi dalla retina l’immagine vivida di quella meravigliosa espressione di grazia femminile infilata in un intimo due pezzi molto, molto succinto. Alla fine ho balbettato qualcosa, mentre il suo viso riacquistava un colorito normale e il mio s’imporporava come il petalo di un papavero. Mi ha fatto cenno di entrare, che se volevo potevo bere il caffè di Jenny, che magari non sarebbe venuta quella sera (in effetti, non si è vista). Morale: siamo rimasti un casino di tempo stravaccati su due poltrone nel suo salotto a chiacchierare. Lei ha passato la prima ora a passarsi i capelli col phon, quindi non è che fosse il contesto ideale per una conversazione. Ogni tanto lo spegneva, io posavo la tazzina, lei mi infilzava con quei due occhi smeraldo e mi faceva una domanda generica a cui rispondevo con un luogo comune. Quando ha finito di asciugarsi la chioma, era ancora più attraente. Lisci, voluminosi, dorati, i capelli sono uno dei suoi lati più intriganti, per quanto tutti gli altri non siano da meno. E poi, come dicevo, ha questa maniera tutta sua di muoversi, felpata, misurata, terribilmente fisica e nello stesso tempo, in qualche modo che potreste capire solo trovandovela di fronte, eterea. Insomma, non ci ho provato, anche se in altri tempi e in diverse circostanze non ci avrei pensato su due volte. Con lei, però è diverso. Lei è diversa. Anche per quello che dice e per come lo dice. Niente a che spartire con Nadia, tanto per capirci. Tanto la prima sembra l’incarnazione diafana di un pensiero elevato (celestiale, ecco l’aggettivo giusto), quanto la seconda ti fa venir voglia di una sveltina e nulla più.

Comunque, le ho raccontato un po’ degli ultimi tempi e, soprattutto, dell’esperienza di ieri al bar. Ne è rimasta molto turbata, ma mai, neppure per un momento, ha smarrito la sua parte più pura, il motivo per cui, all’inizio di questa pagina l’ho definita spirituale. Mi riferisco alla visione esistenziale che ha e che trasmette: pulita, nobile, trascendentale. A suo dire tutto si sistemerà, quello che sta accadendo ha un senso che ora non comprendiamo, ma che diventerà chiaro col passare dei giorni. Ogni cosa andrà al suo posto, non dobbiamo farci abbattere dalla paura e da pensieri limitati o, peggio, dalla disperazione. C’è qualcuno, un’energia, una forma che veglia su di noi e che volgerà verso il meglio tutta questa (in apparenza) assurda situazione. La ascoltavo a bocca aperta, senza fiatare. Mi sembrava di conoscerla da sempre. Due corpi, due spiriti (da quanto non scrivo questa parola o non penso al suo significato?) separati per troppo tempo, che all’improvviso si rincontrano. Proprio mentre stava esprimendo un concetto potente ed evocativo, la ricetrasmittente mi ha ricordato di Mauro. Era solo un peto sonoro e improvviso che ci ha fatto scoppiare a ridere come due scolaretti. Poi lei mi ha invitato a seguirla nel suo studio. Libri dappertutto, di ogni genere, ma soprattutto di argomento spirituale, esoterico, mistico. Reincarnazione, yoga, zen, filosofie orientali, pranoterapia, channelling, reiki, enneagramma, biografie di grandi anime, dai santi della cristianità ai guru indiani e giapponesi, un po’ tutto lo spettro della dimensione supernatural. Ne mastico qualcosa perché mia mamma ha avuto una fase di esaltazione new age durante la quale riempiva la casa di libri così e io, che leggo persino le etichette scadute delle scatole di pelati, mi sono fatto una cultura.

Ad ogni buon conto, la serata è filata via come un tram sulle sue rotaie. Mi ha infuso speranza e ne avevo bisogno, Dio sa quanto. Da mesi non mi imbattevo in qualcuno capace di guardare al futuro senza farsi risucchiare dal vortice della paranoia, dei sospetti e soprattutto della paura. Quello che mi ha colpito, in lei, è proprio questo. Non sembra spaventata. È come se avesse dentro una specie di forza che la protegge e, soprattutto, la guida. Quello che mi ha sconvolto è che sono uscito dal suo appartamento felice come non ero ormai da anni e preoccupato più di farmi prestare qualcuno dei testi che sembrano averla tanto ispirata che non di fissare un altro incontro per avvicinarmi un po’ di più alle sue mutandine. Sento che questa nuova conoscenza mi sta cambiando. Forse doveva succedere questa specie di crisi mondiale che sta portando la Terra e l’uomo sull’orlo di una nevrosi di massa perché io mi innamorassi di nuovo. Ecco, l’ho scritto, ma non volevo farlo e giuro che non lo farò più. Per due validissime ragioni. Primo, di tutto ho bisogno in questo periodo tranne che di farmi travolgere da un’ondata di sentimentalismo. Secondo, ho troppa paura di quello che succederebbe se non venissi ricambiato. In effetti, non me lo ricordo proprio cosa significhi venire respinti da una per la quale daresti la tua vita. Quindi ho deciso di fare così. Terrò il rapporto a bagnomaria, lo userò per farmi coraggio se le cose dovessero precipitare (perché lei ha questo potere, ne sono convinto), per riprendere in mano certi argomenti che avevo abbandonato. Punto e basta. Per il resto avrò ben altro di cui preoccuparmi. Tipo capire chi sta dietro le minacce ricevute ieri al bar Flipper e, ancor prima, guardarmi le spalle se le cose precipitano.


 
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