21 Agosto 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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21 Agosto 2017


21 agosto 2017, ore 22:00

Ho messo a letto Mauro. Sto aspettando che Sergio venga a prendermi per far visita al suo misterioso informatore. Il tipo abita a circa un paio di chilometri dal mio stabile per cui abbiamo deciso di andarci a piedi. È sempre più pericoloso circolare con altri mezzi, che non siano le proprie scarpe, per le vie della città, dopo il tramonto. In primis perché ci sono molti più autoblindo e motociclette in giro. Poi, non passa notte che qualche stronzo in divisa col mito dell’Ispettore Callaghan impallini quelli che non sanno (o non vogliono) rispettare le consegne. Ieri notte, due ficcanaso si son beccati un proiettile in corpo. Ovviamente non sono morti. Solo trasportati d’urgenza in ospedale, uno pure con la frattura scomposta del femore (è anche caduto dalla moto nel tentativo di sfuggire a un posto di blocco), l’altro con il polmone destro perforato. Pare, tuttavia, che la regola aurea per cui nessuno può più tirare le cuoia non sia stata smentita neanche stavolta. Violenza ce n’è in giro, non solo quando calano le tenebre. Però, ci scappa al massimo il politraumatizzato, anche grave. Nessuno finisce più in cimitero. Sembra quasi che una sorta di aura protettiva di qualche tipo sia calata sul mondo. Non che se ne parli sui media, ci mancherebbe. I pochi ad averne accennato, dagli schermi di qualche tivù privata, sono scomparsi il giorno seguente. I giornali, zero assoluto. Chiacchiere, tantissime. Ipotesi, a profusione. Ma guai a sbottonarsi sull’improvvisa estinzione della Morte dal novero delle umane esperienze. Io sono certo che si tratta di censura e il don mi ha anche convinto a passare dalla sua parte, il versante dei paranoici della cospirazione globale.

In effetti, la mia convinzione era ridicola. Che i nostri carissimi governanti occultino la notizia per non scatenare il panico è una tesi che sottovaluta la nostra intelligenza e sopravvaluta la loro buona fede. Già che ci siamo e visto che Sergio ritarda, vi do un altro piccolo aggiornamento. Anche le cicogne han smesso di farci regali. Ho finito di chattare dieci minuti fa con la mia amica virtuale, l’inserviente al reparto di ostetricia di Milano. Culle vuote. Pancioni spariti. Reparti deserti. Lei dice che è persino proibito fare battute scherzose tra colleghi. I dipendenti sono stati riempiti di nuove incombenze, dalla pulizia maniacale delle apparecchiature alla ritinteggiatura delle stanze, qualunque cosa pur di tenerli occupati. Chi ha provato ad approfondire la questione o a interessarsi delle sue cause è stato minacciato senza mezzi termini. Dice che ormai non salvano neppure più le apparenze. Bisogna tacere, punto e a capo. Mi chiedo come faccia a mantenere in vita il suo blog e lei mi ha risposto che conosce una specie di hacker mezzo genio e mezzo criminale che sta riuscendo a bypassare i filtri della ‘sicurezza’ che hanno reso il surf sul web un andirivieni da siti ‘under construction’ ad altri ‘on repair’ e via discorrendo. Il suo piccolo diario sopravvive a corrente alternata. Un giorno glielo spengono, il giorno appresso il suo amico lo riattiva. È un tira e molla estenuante che ben presto finirà con la vittoria del più forte, temo.

Ad ogni buon conto, la seconda news è che, secondo lei, tutti gli altri reparti di neonatologia in Italia e all’estero sono nelle stesse condizioni. La conferma ci è arrivata da Adamo87, un internauta nottambulo che ha addirittura corredato la sua informazione con tanto di statistiche del fenomeno nelle principali capitali europee. Una specie di borsino delle nascite dove tutte le principali piazze aprono la giornata col segno negativo. Anzi, con lo zero. Cos’altro dal fronte della rete che continua a restare l’unica fonte di (rare) comunicazioni non inquinate? Ben poco, a parte il pullulare di centri d’ascolto griffati dalle più diverse confessioni religiose che offrono la possibilità di pregare in comunità, on-line, comodamente trincerati dietro le tapparelle della propria ridotta. Oltre a una serie infinita di servizi pay per use, dal battesimo alla confessione all’eucaristia a qualunque altro rito di qualsivoglia setta o chiesa possa venirvi in mente. È incredibile come l’uomo si confermi, fondamentalmente, un pirla alla mercé dei soliti furbacchioni anche in circostanze drammatiche. O forse no. In fondo, ai tempi di Lutero i predicatori vendevano le indulgenze al canto di ‘un’anima dal purgatorio al paradiso balza quando la moneta nella cassetta rimbalza’ o qualcosa del genere. Ah, poi ci sono tutte le variabili alla Star Trek o stile Guerra dei mondi. Non avete idea di quanti idioti si riuniscano la sera nelle case degli invasati più ospitali ballando al suono delle arpe o degli organi in attesa delle astronavi. Della serie ‘extraterrestre, portami via’.

Però…  però concordo con chi mi dice (Nadia per prima) che non serve a un cazzo prendere per il culo chi prova a darsi una risposta perché si resta comunque con il cerino dell’ignoto in mano. E alla fine si rischia di scottarsi. Mai come in queste ore mi sento di condividere la famosa scommessa di Pascal. Nel dubbio, converrebbe credere. Se il nostro destino è di finire inceneriti nel vuoto cosmico, pazienza. Ma se, invece, ci troviamo nel bel mezzo del giudizio finale, una preghierina e un atto di dolore potrebbero aiutare. Va da sé che non ci riesco, ma in Filosofia son sempre stato un disastro. In Religione anche peggio. Adesso devo andare. È arrivato il prete.

 
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