20 Dicembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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Dicembre

20 Dicembre 2017


20 dicembre 2017, mattina

Lorenzo e Mauro sono in cortile e stanno addobbando il grande sempreverde che staziona vicino al cancello. Mauro ride, Sergio lo prende benevolmente in giro e ogni tanto si volta e mi saluta con la mano. Sto sempre peggio, soprattutto al pensiero che tra poco è Natale e che sarà il mio ultimo Natale, sempre che ci arrivi. Prima riflettevo su una cosa. A un estraneo che legga le descrizioni della ‘ciurma’ di Perlingioni può sembrare davvero che i cattivi fossimo noi. In fondo, gli altri erano così elevati, così spirituali, perfino solidali e fin troppo ‘umani’. Monica sembrava la donnina ideale con cui metter su famiglia. Eppure, ne sono certa, una delle loro arti era proprio la doppiezza. Nessuno potrà mai provarlo, ma sono sicura che lei sapesse tutto, avesse capito con largo anticipo ciò che stava germogliando nel suo corpo, nella sua mente, nel suo cuore. Mentiva, sapendo di mentire. Un esempio su tutti è quello della croce rovesciata. Lorenzo l’aveva beccata mentre lei tracciava quel segno sullo stipite del portone d’ingresso. Si erano limitati a guardarsi in cagnesco, come al solito. Noi ci siamo ripetutamente chiesti se quel graffito fosse parte di un cerimoniale occulto che ignoravamo. Poi, leggendo il diario, ho capito che era solo una trovata per mettere definitivamente in cattiva luce i ‘preti’ agli occhi di Ruggero.

Mi rimane un dubbio sul Martini, mentre non ne ho alcuno sulla madre del mio ex. Non li odio però, se è questo che pensate. O, quantomeno, non odio ciò che erano, ma quello che stavano diventando. In ogni caso, parlarne ora non serve a nulla. E il Perlingioni? Maledetto lui e la sua stirpe. Mi ha veramente colpito il repentino cambio di rotta dei sentimenti di Ruggero nei suoi confronti. Voglio dire, è sempre stato un grandissimo figlio di puttana. Un umano al cento per cento che, al cento per cento, si era votato alla causa degli ‘altri’. Il fatto è che, da un certo momento in poi, il mio compagno si è sentito irresistibilmente attratto verso di lui, verso il ‘lato oscuro della forza’, e non poteva essere altrimenti. Quando ho riletto il sogno vigliacco con cui Ruggero ha rivissuto il suo primo incontro al rettilario con quello che sarebbe diventato, trent’anni dopo, il suo mentore, ho pianto.

Adesso sto piangendo, mentre ascolto le risate di Sergio e Mauro che s’inseguono giù in cortile intorno all’abete di Natale.

 
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