20 Agosto 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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20 Agosto 2017


20 agosto 2017

Nadia verrà a stare da me. Sua madre è scomparsa insieme agli altri sventurati il giorno di Ferragosto. Quando mi ha chiamato, ieri pomeriggio, piangendo disperata, non me la son sentito di oppormi alla sua richiesta. È rimasta senza una famiglia, perché la mamma, per quanto difficile fosse andarci d’accordo, era tutto ciò che rimaneva del suo nucleo familiare dopo che il padre è morto di malattia cinque anni fa e il fratello gemello in uno spaventoso incidente stradale, l’anno successivo.

Ora, il solo pensiero di dover abitare quell’appartamento senza la compagnia di qualcuno, se non la muta presenza dei fantasmi dei suoi cari scomparsi (tutti in circostanze drammatiche) la sta facendo impazzire. Mi ha implorato di poter portare poche cose da me. Ha detto che si fermerà solo il tempo necessario a recuperare un minimo di lucidità e coraggio. Una, due settimane al massimo, ha giurato.

È evidente che non sarà così. Uno degli effetti collaterali di tutto ‘sto casino è il rinsaldarsi dei legami primari. La gente sta riscoprendo il desiderio di stare insieme e l’importanza di un piccolo clan. Così, molti si uniscono, come mai prima, a persone che magari non sopportavano nemmeno oppure riscoprono il senso di appartenenza a una famiglia, a un gruppo, a una piccola comunità. Tutto pur di non restare da soli. Quasi che lo stringersi appresso ad altri essere umani, nelle prossime interminabili notti, le più lunghe che siano mai toccate in sorte a agli abitanti della Terra, possa contribuire a scongiurare altre sparizioni o a esorcizzare la paura che ci attanaglia alla gola. A parte gli individualisti cronici come il sottoscritto, a questa riscoperta dell’istinto tribale non sfugge praticamente nessuno. Direte che non dovrebbe essere così difficile condividere le stanze di una casa, e ovviamente il letto, con la propria compagna. Sarà, ma nella mia concezione di un valido rapporto di coppia una delle insostituibili costanti è sempre stato il seguente postulato: finite le notti di passione, ognuno a casa sua. Nadia lo sa fin troppo bene e immagino si attendesse una risposta negativa dal sottoscritto. L’avrebbe persino accettata, credo. Non la amo, questo è certo, ma le voglio comunque bene. Niente di trascendentale, intendiamoci. Quello che si può volere a un’amica petulante con cui hai condiviso frequenti e appaganti rendez vouz sotto le lenzuola. Sufficiente, però, per prendermi in casa un altro ospite, dopo Mauro.

Forse ha ragione Monica. In fondo ho la pellaccia meno dura di quanto voglio far credere. Monica... Ieri sera siamo rimasti abbracciati sul divano ad ascoltare il suo stereo che soffiava nell’aria le note struggenti di una rivisitazione di Bach per chitarra acustica e violino elettronico. Mi sono trovato a spogliarla senza quasi rendermene conto. Ci siamo sorpresi a fare l’amore come se si trattasse di una semplice applicazione fisica dell’armonia di suoni che vibravano nell’aria. Spontaneo, immediato, inevitabile. Alla fine lei si è alzata, dondolando le rotondità che la rendono tanto attraente, fino alla tenda del soggiorno, ne ha letteralmente strappata una metà e se l’è avvolta sul corpo nudo. Il tessuto, siriano credo, era tutto un rincorrersi di trasparenze intarsiate di fiori celesti di loto e striscioline di raso giallo ocra e la copriva a mo’ di chitone lasciandole scoperto il seno. È tornata da me, ridendo, con due bicchierini di Vodka Lemon in mano, dopo aver reinserito daccapo l’arrangiamento di Bach nello stereo. Lo abbiamo fatto ancora e ho provato di nuovo le stesse sensazioni. Alla fine non ci siamo detti nulla. Non riuscivo a darle la pessima notizia su quella che sarà la sua prossima vicina. Lei mi ha baciato sulle labbra, passandomici sopra la punta della lingua e raccomandandomi di tornare in fretta da Mauro che magari si era svegliato.

Ecco. Adesso sono nei guai grossi. Potrei scomparire domani, per quel che ne so. Quindi, questo sarebbe il momento perfetto per mandare tutti affanculo, compreso il coprifuoco, e scappare con la donna che amo in capo al mondo per spendermi gli ultimi spiccioli di felicità prima che cali il sipario su ogni cosa. E invece no. Resterò nel mio condominio a contare i giorni che mancano alla fine, preparando frullati immangiabili a un bambino di novantasette chili e sbraitando improperi a una donna che non ho mai sposato e che tra poco comincerà a vivermi accanto come una moglie indesiderata. Ho riletto le ultime righe. Dove ho scritto ‘con la donna che amo’… Bach mi ha fregato. Sono veramente nella merda.

 
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