15 Dicembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dicembre

15 Dicembre 2017


15 dicembre 2017, mezzogiorno

Jenny e Lorenzo se ne sono andati la sera prima dell’esplosione, evaporando proprio davanti ai nostri occhi. Come una fotografia sempre più filigranata, come la dissolvenza di un ologramma. Ci hanno detto che il loro compito era finito, che se avessimo fatto quello che dovevamo, avremmo impedito a quella genia di impadronirsi del nostro mondo. Io ho urlato loro in faccia che non me ne fregava niente delle loro cazzate, che ci stavano lasciando in eredità una Terra vuota e che, soprattutto, avevano condannato all’inferno tutto il genere umano. Mi hanno risposto, giustamente, che non era una loro responsabilità. Il loro compito era, da sempre, solo quello di fermare la grande transumanza prima che avesse inizio. Non avevano il potere di interferire con ciò che era accaduto. Jenny mi ha accarezzato la guancia piangendo. Ha detto che per chi se n’era andato non vi era più nulla da fare.

Questa è la cornice di un quadro terrificante. Quando ho chiesto a Lorenzo e Jenny perché noi della ‘ciurma’ non eravamo stati ancora ‘prelevati’ mi ha risposto che avevamo un compito. Quello degli altri, gli alieni, mi è evidente. Quello mio, sinceramente, no. E poi, ragioniamo un attimo. Chi ha ricevuto in eredità il mondo? Chi sono i 144.000 eletti che sono stati risparmiati dal transito dimensionale? Me l’ha rivelato proprio Lorenzo. Si tratta in gran parte di terrestri, come dire, ‘collusi’. Da secoli c’è una fetta molto piccola dell’umanità che collabora perché il grande evento si realizzi. Sono al servizio del popolo di sotto.

Proprio così. Hanno costituito confraternite, società segrete, famiglie infiltrate ai più alti livelli con il compito di preparare il terreno alla venuta della nuova era. E in cambio di cosa? Del privilegio di restare a fare da servi della nuova razza in un mondo non più infettato dall’umanità. Ecco spiegata una cosa di cui a Ruggero (il ‘mio’ Ruggero, non l’essere che si stava manifestando in lui) sfuggiva il senso. Tutto questo proliferare di volti sconosciuti nelle stanze dei bottoni, ai vertici delle istituzioni internazionali. Capi di governo all’improvviso proiettati sulla ribalta del proscenio politico mondiale. Senza essere eletti, senza nessun mandato. Tutti selezionatissimi collaborazionisti appartenenti alle élite vendute agli invasori. Fino a oggi rimasti nell’ombra a tramare, scavare, predisporre ogni cosa per la grande transumanza. Insieme a loro anche facce vetuste della vecchia politica, questo è sicuro, ma in misura minore. Capire non era difficile, in fondo, se si possedeva il cifrario per decodificare gli eventi. Diciamo che tutti quelli rimasti, famosi o no, erano membri della cerchia interna, più o meno compromessi, più o meno consapevoli della dimensione e della portata del progetto complessivo. Così si spiega la straordinaria concordia che le maggiori istituzioni internazionali, a partire dai piani alti dell’ONU, hanno dimostrato nella gestione della crisi.

Era tutto calcolato. Da tempo. Persino la tecnologia per implementare le sparizioni di massa. L’esperimento di Philadelphia non era nient’altro che una messa a punto, una delle prime utilizzazioni del ‘giocattolo’. Se provaste a fare una ricerca empirica vi accorgereste di quanto siano esponenzialmente aumentate le scomparse inspiegabili nei decenni che hanno preceduto il ‘raccolto finale’. Si trattava di una calibrazione del sistema, della ‘macchina’ aspiratrice collaudata, la prima volta, con il Philadelphia Experiment. Quando il marchingegno (non chiedetemi in cosa consista, esattamente, perché lo ignoro, ma funziona benissimo come hanno dimostrato gli eventi) ha raggiunto una stabilità sufficiente, è scattata la fase operativa. Doveva essere pronto per il 2017, perché quella era la data stabilita per la ‘fine’ della morte come fenomeno naturale conosciuto. Lo dicevano le ‘loro’ profezie ed erano profezie molto accurate. In questi ultimi anni non hanno badato a spese per rendere inappuntabile il progetto. Sia l’ascensore per l’inferno, passatemi l’immagine, sia la sterilizzazione globale.

Quanto alle macchine nere, sono un altro ingegnoso ritrovato che serviva a mettere in moto il perverso meccanismo. All’inizio, queste berline dovevano fornire energia al complesso. Una specie di motorino di avviamento. E infatti, tutte le prime sparizioni avvenivano grazie a (e attraverso di) loro, dei micro-portali che introducevano alla terra del popolo di sotto. Ti ammaliavano, ci entravi e sparivi. I pochi che sono stati salvati, come il mio Mauro, hanno avuto il cervello spappolato per il trauma di aver ‘visto’ cosa li attendeva e per lo sforzo titanico della loro mente di cancellare la memoria di quell’esperienza. Ho riletto le pagine in cui Ruggero raccontava di essere stato ‘risparmiato’ dalle vetture nere. A dire il vero, ne era attratto. Non lui, in realtà, ma la sua natura più intima. Era come se quegli esseri (semitecnologici, come li ha definiti Lorenzo, cioè dotati di una parte animica, per così dire) fiutassero in lui il prescelto. Adesso giacciono inerti lungo le strade perché si è chiuso il portale.



 
Torna ai contenuti | Torna al menu