15 Agosto 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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15 Agosto 2017


15 agosto 2017

È Ferragosto, ma niente fuochi stasera, a mezzanotte. Non solo per me; per nessun essere umano sul pianeta Terra. Di quelli rimasti, intendo. Eh sì, perché oggi è il punto di non ritorno, cari miei o ‘caro mio’, se mai ci sarà un Cristo un giorno che potrà leggere queste mie righe e dire: ‘io ci sono ancora’. Oggi è il dies irae, l’inizio della fine, l’anticamera dell’apocalisse o la sala d’aspetto dell’inferno, come la definisce il signor Martini. Perché oggi c’è stato quel salto di qualità che in tanti temevamo e che, all’improvviso, spazza via ogni congettura, ogni timore, ogni paranoia.

Sapete, per darvi l’idea, è come se voi foste sulla riva dell’oceano e, a un certo punto, le onde si fanno via via più alte. Un metro, che bello!, due metri, caspita!, tre metri, urca! Facciamo surf! Ma se poi i metri diventano dieci vi mettete al riparo sull’altura più vicina, giusto? Magari il tetto di un palazzo o un terrapieno o una gru, qualunque oggetto sopraelevato che vi tenga fuori da quelle ondate, dico bene? Intanto, chiamate in giro per farvi un’idea, vi informate su cosa sta succedendo, insomma cominciate a chiedervi se non sia il caso di cambiare spiaggia, o magari città, o addirittura nazione, già che ci siete. Ecco, questa era la situazione in cui eravamo immersi tutti noi fino a stamane alle dieci. Piccoli uomini ancora convinti di poter dominare i fenomeni, ancora persuasi di poter avere l’ultima parola pure stavolta, persino di fronte a queste ondate inattese e imprevedibili che ci angustiano dalla primavera di quest’anno. Ma cosa succede se, poi, all’improvviso, sulla vostra spiaggia si abbatte uno tsunami alto come il più alto palazzo di Abu Dhabi? Fine delle trasmissioni, giusto? Ogni altra cosa, che non sia il reverente stupore dinnanzi all’immensità, viene semplicemente s-t-r-i-t-o-l-a-t-a.

Io adesso sono qui, sul tetto terrazzato del mio condominio, sdraiato in boxer e canottiera sopra una coperta marrone dell’U.l.s.s. che ho trovato ficcata in un bidone e fumo le mie Merit fissando un cielo color cenere, tetro come il mantello della Grande Mietitrice nel giorno del giudizio. Mauro mi ha imitato, nel senso che è accoccolato al mio fianco, pur non avendo la percezione esatta del problema, se ancora possiamo definire come ‘problema’ questa ‘cosa’. Non so dove sia Nadia e sono molto preoccupato. Non so dove sia Monica e questo mi angoscia. Nel condominio siamo rimasti il sottoscritto e il mio caro detective, che io sappia. Ho provato a fare un giro scampanellando le quattro porte d’ingresso di ciascun vano scala (quattro per tre = dodici appartamenti per un numero di occupanti di circa cinquanta persone). Considerate pure che Martini è barricato in casa e mi ha risposto che lui esce solo se vede un tesserino della polizia e che, senz’altro, vi saranno dei poveri disgraziati rattrappiti sotto qualche mensola o inginocchiati nella vasca da bagno che sgranano rosari o si consumano in preghiere. Comunque, all’appello, questa volta, manca di sicuro troppa gente. Per una volta la tivù non ha esagerato. Stamattina, mentre io mi facevo il caffè e Mauro guardava ipnotizzato Rai yoyo, ecco l’edizione straordinaria. Mi sono precipitato davanti allo schermo. Un’annunciatrice che non avevo mai visto prima, ha letto una specie di comunicato che recitava, più o meno, così: «Vi preghiamo di mantenere la calma, questa è una comunicazione a reti unificate, vi preghiamo di mantenere la calma». Ho provato a fare zapping, ma dappertutto, reti pubbliche e private, c’era lo stesso viso d’angelo di questa povera diavola inquadrata da prospettive diverse. Guardando meglio ho visto che aveva un tesserino della presidenza del Consiglio dei Ministri che pendeva, di sbieco, da un taschino del tailleur. Una funzionaria, dunque. Dopo aver ripetuto, come un mantra, quell’invito alla tranquillità che non faceva che agitare sempre più tutti quelli che si trovavano davanti alla televisione, ha dato la parola al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (il sottosegretario che fa un annuncio a reti unificate? Che cazzo significa?). Quindi, il dottor Aulo Magenti, l’uomo ombra del nostro premier, il fedelissimo che ne ha accompagnato l’ascesa, terreo in volto, ha dichiarato, grosso modo, quel che segue.

«Abbiamo avuto notizie di un’improvvisa sparizione di massa che riguarda il nostro paese, ma, con ogni probabilità, anche il resto del mondo. Come potrete verificare voi stessi, molte, molte persone mancano all’appello. Il Governo vi assicura che sta facendo tutto quanto è umanamente possibile per tutelare la sicurezza e la vita di ciascuno di voi. Tuttavia, ora più che mai, c’è necessità, da parte di voi tutti, della massima collaborazione e delle più ferrea disciplina. Non possiamo permetterci di farci prendere dal panico. Ripeto. Stiamo cercando di capire. È attivo un numero verde, in sovrimpressione, per chiunque ritenga di avere informazioni utili al lavoro delle autorità di pubblica sicurezza. Attenzione, questo numero va chiamato solo per segnalare informazioni di una qualche utilità, non scomparse. Il numero delle vittime è così elevato da rendere del tutto sterile, se non controproducente, la comunicazione di ogni singolo caso alla polizia, ai carabinieri o a qualunque altra istituzione. Rimanete calmi, restate in casa, se possibile, ricordatevi del coprifuoco notturno, perché i soldati hanno, da stanotte, l’ordine di sparare a vista su chiunque si muova non autorizzato. Per finire, devo anche, mio malgrado, farmi latore di un tristissimo annuncio. Fra coloro che sono scomparsi vi sono il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio del Ministri e i seguenti ministri: Giuriati, Salvini, Orsomandi…».

Non ascoltavo già più. Sono corso alla finestra per guardare fuori. Era come se stesse andando in onda la finale dei mondiali Italia-Brasile. Un vuoto totale, un silenzio incombente. Solo che le persone non si trovavano dentro le loro dimore a gustarsi una partita, ma erano da qualche altra parte. Di sicuro non qui. Sono rientrato in casa e ho preso a smanettare sul telecomando, saltando da un canale all’altro. La dichiarazione di Magenti era finita. Erano cominciati gli speciali. Come una muta di piranha ingolositi dal sangue, i cronisti si stavano gettando su quella novità per farla a brani nel più breve tempo possibile. Dai colori del viso degli inviati (tutta gente mai vista), dall’espressione dei giornalisti da studio (anche questi neofiti del piccolo schermo) e, soprattutto, dalle immagini che giungevano da ogni parte del mondo, ho avuto contezza della dimensione della tragedia. Dopo circa un’ora circolavano le prime cifre. Pare che più di metà della popolazione mondiale sia evaporata nel nulla. Io per ora resto qui e aspetto. Non ho più voglia di pensare e di cercare risposte. Stasera dovevo vedermi con Sergio (il nostro gusto di sfidare gli ordini ci aveva indotti a darci un appuntamento notturno), ma non ho voglia di beccarmi una pallottola nel cranio prima del tempo. Me ne sto qua. Magari tra un po’ mi viene sonno. Mauro si è addormentato.

 
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