11 Agosto 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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11 Agosto 2017


11 agosto 2017, 21.00

Ho appena concluso una lunga telefonata con Nadia. Per lo più ha parlato lei, mi ha chiesto come sto, è rimasta per un po’ sulle generali con qualche battutina scherzosa per allentare la tensione. Alla fine, ha gettato la maschera e mi ha chiesto scusa dicendo che si è comportata da stronza la sera della paella, che le dispiace, che ha avuto un attacco di gelosia di cui ancora si vergogna, che manco mi rendo conto di quanto le costa fare questa chiamata, eccetera eccetera. Logorroica, ma sincera. Sarà che ultimamente sono più taciturno di un tempo, sarà che mi sembra quasi, a volte, di percepire in anticipo quello che dirà il mio interlocutore, fatto sta che non appena ho tirato su la cornetta, era come se già sapessi dove la mia ex (ex?) voleva andare a parare. Perciò mi sono abbastanza annoiato mentre cercava di spiegarsi con le circonvoluzioni dialettiche tipiche della contorta psiche femminile. Il succo era, più o meno questo: «Ho capito di essere più cotta di te di quanto pensassi, vogliamo riprovarci?».

Da parte mia non ho soverchie preclusioni. Voglio dire, è una bella figliola, ruvida, ma con il più bel paio di tette che mi siano mai capitate in sorte, quindi il maschio che è in me (quello primitivo, che Nadia per prima dice sempre di odiare così tanto) non ci penserebbe due volte a dirle: «Tesoro, quanto mi sei mancata, vieni stasera a riprendere da dove avevamo interrotto». Ma c’è l’altra parte, quella very spiritual che Monica ha risvegliato con le sue meditazioni mattutine, i suoi libri esoterici e i discorsi metafisici. Ecco, quella parte fa resistenza a riprendere una relazione (almeno per me) basata solo sulle sveltine e sull’attrazione fatale che provo per i reggicalze Lovable. Ergo? Ergo non ho detto né sì né no. Sono stato sul vago, ma non ho troncato. Mi si è riaperto davanti l’uscio che pensavo chiuso per sempre e non mi sento ancora abbastanza saggio, né così poco animale, da sbarrarlo definitivamente. Ho detto a Nadia che apprezzavo la sua sincerità (ed è vero) e le ho ribadito che con Monica non c’è stato nulla (anche questo è vero, per ora). Lei mi ha ringraziato dicendo che aspetta un mio sms quando mi va di uscire e, prima di riagganciare, ha ribadito che, comunque e al di là di tutto, quella coi fuseaux da pantera e la faccia da ‘tantrafiga’ non le piace e devo starci attento. Ok, lo farò.

Guarda caso, ieri mi ha ricontattato proprio Monica e non ho avuto alcuna avvisaglia di dover stare all’erta. Ha suonato più o meno a quest’ora mentre caricavo la lavastoviglie. Mauro è andato ad aprire con le guance sporche di marmellata e la Playstation incollata alle mani. Lei lo ha gratificato di una carezza, è entrata chiedendo permesso e mi si è presentata davanti coi capelli raccolti in una treccia, gli occhi verdi più brillanti del solito e una boccuccia piegata all’ingiù che voleva significare: «Ti prego, padrone, perdonami». Irresistibile. Anche perché si era scordata di abbottonarsi per bene la camicetta lasciando intravedere il solco del seno e, al posto della solita tutina aderente, indossava una minigonna fasciante e un paio di scarpe col tacco alto e sexy. Siamo scoppiati a ridere, poi mi è preso un attacco di ilarità e non riuscivo più a smetterla. Lei si è fatta contagiare e Mauro, che non capiva il motivo di tutto quell’improvviso casino, continuava a dirci di piantarla perché altrimenti non sentiva le bombe scoppiare. Dopo cinque minuti buoni di queste manfrine, siamo riusciti a riacquistare un minimo di compostezza, io con la pancia che mi doleva per i crampi, lei con la faccia rigata dalle lacrime. Mi ha detto subito che le dispiaceva per com’era andata la sera della paella, ma che non voleva trovare giustificazioni. Lo aveva fatto apposta. Non so se mi ha scioccato di più ricevere per la seconda volta nel giro di mezz’ora le scuse da due donne diverse (contatterò il Guinnes, dev’essere un record) oppure sentirmi dire che c’era dell’intenzionalità in quello che aveva fatto. Ma come, la regina del candore, la principessa della new age che mi cade su un dispetto da liceale di ritorno? Poi mi ha spiegato che non intendeva far ingelosire Nadia, ma solo costringermi a capire che quella è una storia finita, anzi mai cominciata, che si regge solo sull’attrazione fisica che io provo per lei e (forse) sulla dipendenza emotiva che lei prova per me e non sull’amore. A parte il fatto che è verissimo, è quello che Monica mi ha sussurrato subito dopo a far schizzare alle stelle il borsino delle sue quotazioni ai miei occhi da single impenitente. In parole povere, ha confessato di aver peccato d’orgoglio, che non era certo lei a dover stabilire se quella o un’altra donna va bene per uno come me e soprattutto se e quando sia il momento, per il sottoscritto, di schiodarsi da un rapporto che non sta in piedi neanche con il nastro adesivo. Anche perché, ha aggiunto, tra me e lei, Monica intendo, non c’è niente che giustifichi una simile interferenza se non un’amicizia bella e pulita. Al che è calato un imbarazzo che si tagliava con le cesoie. Ci guardavamo arrossire come due ragazzini, mentre, dal salotto, rimbombava il suono dei mitragliatori con cui Mauro stava facendo a pezzi una qualche contraerea nemica. Poi ho avuto un’ispirazione: «Ti va di meditare un po’?». Lei ha sorriso, forse più grata per averla tirata fuori da quella padella di turbamenti che non per averle proposto un po’ di yoga a due. Ha fatto sì con la testa, ho detto a Mauro che andavo un attimo a casa sua e siamo usciti. Dopo un’ora sono rientrato molto più disteso, senza che fosse accaduto nulla. Non so quanto potrà durare questa situazione e senz’altro c’è un diavolo dentro di me che fa di tutto perché io non scelga tra le due. Questo mi consente di non rinunciare definitivamente a Nadia ora che approfondisco la conoscenza di Monica. Non a caso, appena uscito dall’appartamento della seconda ho mandato un sms alla prima. Vabbè, oggi va così.

Cambiando argomento: ormai in tivù si susseguono speciali su speciali. La gente, per la gran parte, tende a rispettare il coprifuoco anche nelle ore diurne. I supermercati aprono a orari contingentati e la spesa è disciplinata da militari armati fino ai denti per evitare gli episodi di accaparramento e disordine che si sono verificati nelle scorse settimane. Null’altro da segnalare se non una strana telefonata di Perlingioni che mi vuole vedere uno dei prossimi giorni. Anche don Sergio mi ha chiesto se possiamo trovarci. In effetti, a causa del raffreddore avevo ridotto a zero i miei rapporti con l’esterno. Da domani si ricomincia. Voglio raccontare al don anche della mia scorribanda notturna e sentire se ha alcune news dal fronte nati/morti.

 
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