1 Settembre 2017 - Libro Apocalisse, Mistery, romanzo da leggere gratis ebook per ragazzi

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1 Settembre 2017


Primo settembre 2017

È stato qualcosa di spaziale, cari miei. Un’esperienza quasi mistica. Per quanto stia andando tutto a puttane, per quanto sia destinato anch’io, con tutta probabilità, ad essere polverizzato in questo repulisti universale, qualcosa resterà. Ed è merito di Nadia, lo ammetto. Non ci avrei scommesso un centesimo e invece è riuscita, per una notte intera, a farmi dimenticare gli scomparsi, il giudizio divino, il cellulare di Perlingioni, Beatrice, la carrozzina tecnologica di Fantini, lo sgabuzzino delle biciclette, la pelata malvagia dell’uomo nero, i suoi dentini da roditore, la fine dei nati, la fine dei morti. E tutto soltanto per via di quell’antico giocattolo che si chiama sesso. Nadia è stata una maestra.

È arrivata ieri nel tardo pomeriggio. Ha ordinato a Mauro di andarsene in cucina a mangiare la pizza da asporto che gli aveva portato e senza tante storie (forse una madre autorevole era quello che gli mancava). Ha preso possesso del mio appartamento senza neppure chiedere permesso. Si è fatta aiutare da due garzoni di qualche azienda di traslochi. Ordini secchi, sposta di qua, trascina di là. Togli quel quadro, raddrizza quella lampada. E mentre quella furia organizzativa che si era impadronita del suo corpo cambiava irrimediabilmente i connotati alla mia casa, io la osservavo ipnotizzato. Non riuscivo a credere che stesse facendo quello che stava facendo. In un’altra situazione l’avrei cacciata a calci. Nessuno ha mai invaso la mia prossemica in modo tanto volgare senza pagarne le conseguenze. Mai. Ma ero stanco, vagavo da una stanza all’altra balbettando qualche protesta poco convinta cui lei rispondeva con un tono condiscendente e con una raffica di spiegazioni infarcite di ‘tesorino’, ‘amore mio’ e altre sdolcinerie di cui non la reputavo capace. Credo facesse parte del piano, dopotutto. In fondo, è una donna molto intelligente. Ha capito che quello era esattamente il momento giusto per entrare nella sua nuova dimora non da ospite, ma da regina e lo ha fatto. Nel giro di due ore, mentre io mi trascinavo da una stanza all’altra cercando invano di accendermi una sigaretta che lei puntualmente mi strappava gettandola dalla finestra, i due omini hanno ultimato il lavoro. Si fa per dire. Lei li ha frettolosamente congedati prendendo appuntamento per l’indomani e ricordando loro che stava per scattare il coprifuoco. Quindi ha chiamato Mauro, gli ha intimato di lavarsi i denti e infilarsi sotto le coperte. Lui ha obbedito senza fiatare riuscendo a strappare il permesso di leggere un vecchio fumetto di Tex per dieci minuti. A quel punto, hanno suonato al campanello. Era la cena che Nadia aveva ordinato al ristorante cinese ‘La Pagoda d’oro’, il migliore della città, diciamolo pure.

Abbiamo cenato in silenzio. Lei mi cercava con gli occhi e sorrideva. Io ho tentato, di quando in quando, di raccontarle gli avvenimenti dell’ultima settimana, ma non c’era niente da fare. Regolarmente, lei afferrava i bastoncini, pinzava con consumata maestria una pietanza e me la portava alle labbra. Poi si sporgeva in avanti in modo che potessi dare un’occhiata al suo generoso decolleté trattenuto a stento dalla salopette che indossava sopra una canottierina di lino semitrasparente e mi baciava con trasporto. Il tutto intervallato e annaffiato da copiosi brindisi di prosecco. Un Valdobbiadene doc servito alla temperatura ideale. Capita la strategia? Ho capitolato senza negoziare. È stato il suo modo perfidamente geniale di mettermi alle corde e costringermi a consegnarle le chiavi di casa (e per ‘chiavi’ intendo l’autorità di chi una casa la abita da padrone). Poi, ovviamente, siccome nelle tecniche psicologiche di una donna come Nadia non può mancare la ‘ricompensa’ è venuto il bello. Mi ha portato in camera da letto e, per chiarire una volta per tutte che quello era il suo nuovo nido, lo ha inaugurato facendomi ‘toccare con mano’ quale sia la fortuna di poter essere il suo compagno, per davvero. Devo dire che quella specie di estratto di arnica funziona contro il prurito e, comunque, vi assicuro che l’ultimo bisogno che ho avvertito la notte scorsa è stato quello di grattarmi. Certo, conoscevo sia il suo corpo sia la sua abilità nell’ars amandi, ma niente può spiegare l’incredibile nottata di passione che mi ha regalato.

Adesso, io sono seduto, nudo, appoggiato alla spalliera. Lei giace al mio fianco, supina, la schiena inarcata sensualmente all’indietro e un braccio mollemente appoggiato sulla coscia. Dorme? Forse. La amo? No, non credo. Però, dopo stanotte, potrei anche arrivare a farle una dichiarazione senza sentirmi un mentitore. Se poi la convivenza con lei significa ‘assoggettarsi’ ogni notte a questi ‘doveri’, datemi un prete che la sposo all’istante. E Monica? Non lo so. Non ci penso. Anche perché, se lo faccio, sto male. Certo, pure con lei, qualche giorno fa, è stata un’esperienza sublime, ma Nadia stanotte… è stato come se avesse voluto rivendicare un suo diritto sulla mia persona, quasi che il mio corpo (e la mia anima?) stiano correndo il rischio di esserle sottratti dall’inquilina coi capelli d’oro.

Ora mi suona il cellulare. SMS da Sergio: «Guarda la tivù, c’è un canale solo».

Cazzo, è vero, tutte le stazioni sono sintonizzate sul primo. E stanno trasmettendo un telefilm di Happy days degli anni 60. C’è una scritta in sovrimpressione che scorre ‘a nastro’ nella parte bassa dello schermo: «Per motivi di sicurezza nazionale tutte le reti, digitali e satellitari, hanno concordemente ceduto al primo canale il diritto di trasmettere in esclusiva attraverso il mezzo radiotelevisivo. Ogni mezz’ora vi aggiorneremo sulle ultime novità. Vi ricordiamo che da lunedì prossimo il coprifuoco notturno inizierà un’ora prima alla sera e finirà un’ora dopo al mattino. Per ogni ulteriore informazione potete contattare i numeri telefonici che trovate alla pagina 147 di televideo. Vi ricordiamo che, da domani, è in vigore la chiusura delle frontiere provinciali. È severamente vietato a chiunque non sia munito di apposito lasciapassare, regolarmente rilasciato dalla prefettura competente, uscire dalla provincia ove si trovi a dimorare. Sono proibiti anche i ricongiungimenti di familiari. Potrete mettervi in contatto con i vostri cari usando i canali tradizionali oppure contattando i numeri indicati alle pagine 148 e 149 di televideo. Le pene previste per chi viola il diritto di circolazione sono severissime…».

 
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